Inflazione, le criticità delle supply chain non ridurranno la domanda nel 2022
Le carenze legate alle chiusure della catena di approvvigionamento hanno contribuito concretamente a un’inflazione superiore alle attese in tutto il mondo. Ma questo non ridurrà la domanda nel 2022. Il tema è stato approfondito da una ricerca realizzata da UBS AM.
In particolare, queste elevate pressioni sui prezzi, in netto contrasto con l’andamento ampiamente disinflazionistico dell’ultimo decennio, hanno alcune conseguenze negative per l’attività economica. Tuttavia, ci sono anche dei lati positivi: l’inflazione generalizzata è anche sintomo di un’economia che sta massimizzando la sua capacità produttiva.
In definitiva, conclude UBS AM, il binomio tra una maggiore capacità di alleviare i colli di bottiglia e una forte crescita del reddito da lavoro supererà gli effetti dei prezzi più alti. Il risultato sarà un ritardo nella domanda e non una domanda inesistente nel 2022.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play