Borsa Milano poco mossa, tra le big sale ancora TIM. Fiammata inflazione UK alza pressioni su BoE
Avvio poco mosso per Piazza Affari, reduce dalla sottoperformance della vigilia che ha visto il Ftse Mib chiudere in calo non seguendo il rally sui nuovi massimi assoluti dell’azionario UE. Oggi l’indice Ftse Mib segna +0,17% a 27.853 punti dopo i primi minuti di contrattazioni.
Ieri i mercati hanno trovato sponda nell’aumento delle vendite al dettaglio USA più forte del previsto. La forza dell’economia statunitense, tuttavia, sta portando alcuni operatori a credere che la Federal Reserve possa essere incoraggiata a ridurre ulteriormente le sue misure di sostegno anche alla luce delle forti pressioni inflattive. Da monitorare oggi i numerosi interventi Fed previsti, tra cui quello di Bowman (votante), Mester (votante 2022) e Waller (votante).
Intanto questa mattina nuovi segnali di surriscaldamento dei prezzi con l’inflazione UK che si è spinta fino al +4,2% su base annua a ottobre rispetto al +3,1% della passata rilevazione e il 3,9% del consensus Bloomberg. Indicazioni che alimentano le attese per una mossa sui tassi della BoE il prossimo mese, con EUR/GBP che è sceso al minimo di 20 mesi.
A Piazza Affari si conferma la striscia positiva di Telecom Italia (+1,3% a 0,3424 euro) con le indiscrezioni della vigilia che parlavano di una possibile revisione del contratto con Dazn per renderlo più redditizio alla luce dei riscontri attuali inferiori alle attese. Tra le ipotesi ci sarebbe una modifica alla revenue share, cioè la quota di ricavi in capo a Telecom.
In rialzo anche Moncler (+0,2%) che ieri ha chiuso sui nuovi massimi assoluti giovandosi delle buone indicazioni arrivate da Kering con il marchio Gucci che dovrebbe andare a chiudere l’anno con ricavi in linea con i livelli pre-pandemia del 2019.
Tra i segni meno spicca Diasorin con -0,92%. Calo di mezzo punto percentuale per Atlantia e Nexi.
Breaking news
Stellantis ha annunciato una stima di 1,6 milioni di veicoli consegnati nel secondo trimestre del 2026, segnando un incremento del 10% rispetto all’anno precedente. La crescita è principalmente trainata dal Nord America e dall’Europa, mentre il Medio Oriente e il Sud America registrano cali.
Il prezzo del petrolio ha subito un’impennata a seguito di nuovi attacchi degli Stati Uniti contro l’Iran, con incertezze sull’apertura dello Stretto di Hormuz. Il Brent è salito sopra i 79 dollari al barile mentre il West Texas Intermediate si avvicina ai 75 dollari. La situazione potrebbe compromettere gli sforzi di ricostruzione delle scorte, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, riducendo le possibilitĂ di soluzioni diplomatiche.
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (TSMC) registra un incremento del 36% nelle vendite trimestrali, segnalando una robusta domanda globale di hardware AI. Le vendite di giugno sono aumentate del 68% rispetto all’anno precedente. Il CEO C.C. Wei avverte che la domanda guidata dai clienti americani supererĂ la capacitĂ produttiva per anni. Preoccupazioni persistono tra gli investitori sulle spese ingenti dei principali operatori di data center.
Apertura all’insegna della cautela per la Borsa di New York, che si muove intorno alla paritĂ in una seduta dominata dal debutto record di un gigante dei semiconduttori