Beyond Meat crolla a Wall Street: titolo -16% dopo trimestrale e outlook deludenti
Tonfo per il titolo di Beyond Meat, l’azienda specializzata in carne a base vegetale, fondata dal vegano Ethan Brown e che ha potuto vantare tra i suoi primi finanziatori Bill Gates e Leonardo Dicaprio. Le quotazioni affondano di quasi il 20% dopo che il gruppo ha reso noto di aver riportato nel terzo trimestre del 2021 una perdita netta per of $54,8 milioni, o 87 centesimi per azione, peggiore del passivo per azione di 39 centesimi atteso dal consensus, e peggiore anche della perdita netta di $19,3 milioni, o di 31 centesimi per azione, riportata nel terzo trimestre del 2020.
Beyond Meat ha deluso anche sul fronte del fatturato, con ricavi che si sono attestati a $106,4 milioni, livello inferiore ai $109.2 milioni attesi da Wall Street. Sconfortante infine anche l’outlook: per il quarto trimestre l’azienda prevede vendite nette comprese tra $85 milioni e $110 milioni, meno dei $131,6 milioni attesi dal consensus.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo