Tim: guerra sul calcio, offerta aggressiva e più appetibile di DaZn (analisti)
TIM ieri ha lanciato un’offerta promozionale sul pacchetto calcio, riducendo il prezzo a 19.99/mese per i primi 4 mesi per chi sottoscrive entro il 12 settembre, mentre l’offerta di DaZN al momento è rimasta ferma a 29.99/mese, facendo sì che quella di TIM sia più appetibile e dovrebbe avere la quota preponderante delle nuove sottoscrizioni nel periodo dell’offerta.
Secondo Equita Sim, la riapertura per un breve periodo di un’offerta scontata potrebbe essere efficace nel dare una spinta alle sottoscrizioni in questo momento cruciale di ripartenza degli eventi, anche se potrebbe segnalare anche qualche difficoltà nella campagna commerciale a prezzo pieno. Al momento non ci sono indicazioni attendibili sul numero di clienti e, più rilevante per noi, concludono dalla Sim milanese, sulla capacità di TIM di sfruttare l’offerta calcio per acquisire nuovi clienti broadband. A Piazza Affari al momento il titolo Tim segna un calo dello 0,21% a 0,38 euro.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo