Clabo ancora in rally sull’Aim, sostenuta da performance controllata Usa
Ancora acquisti in Borsa per Clabo a Piazza Affari. Sull’Aim Italia il titolo della società nel settore delle vetrine espositive professionali per gelaterie, pasticcerie, bar, caffetterie e hotel che avanza di oltre il 4,7% a 3,10 euro dopo il rally di ieri.
A sostenere anche oggi l’azione le indicazioni arrivate sulla controllata statunitense Howard McCray che ha chiuso il semestre con ricavi totali di 11,6 milioni di dollari comprensivi del contributo governativo pari a 1 milione di dollari. Le vendite nette, pari a 10,2 milioni sono cresciute del 17,3% sul primo semestre 2020 e del 29,3% sul primo semestre 2019. Nel corso del mese di luglio, inoltre, la società Usa ha perfezionato nuovi accordi di fornitura per oltre 3 milioni dollari, portando il portafoglio ordini complessivo oltre i 10 milioni. La società Howard McCray prevede ora ricavi per l’esercizio 2021 per oltre 21 milioni di dollari rispetto ai 17,3 milioni dell’esercizio 2020 (+21,4% su base annua).
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo