Cautela a Piazza Affari dopo Zew: Prysmian corre dopo parole ceo, giù Unipol
Resta improntata alla cautela la seduta di Piazza Affari. A metà seduta l’indice FTSE Mib si muove poco sopra la parità, mostrando un rialzo dello 0,17% a quota 26.184,13 punti. Una prudenza che è aumentata di fronte alla contrazione più marcata delle attese dell’indice Zew tedesco. Ad agosto l’indice del sentiment economico è sceso più del previsto a 40,4 dai 63,3 precedenti, deludendo le attese pari a 57 punti.
Osservando le performance dei singoli titoli del listino milanese, rialzi di oltre il 2% per Prysmian dopo le parole dell’amministratore delegato Valerio Battista che ha dichiarato in un’intervista a “Il Sole 24 Ore che a fine anno, nella divisione Projects, il fatturato sarà quasi il doppio dell’anno scorso grazie a oltre 1,2 miliardi di commesse degli ultimi mesi. Positive anche Moncler ed Exor che guadagnano rispettivamente l’1,6% circa e l’1,3% circa. Riprende fiato oggi Unipol e cede circa l’1,4% dopo la corsa della vigilia. Ieri il titolo del gruppo assicurativo bolognese ha corso sull’onda lunga dei conti semestrali diffusi venerdì e che hanno visto l’utile attestarsi a 652 mln.
Fuori dal paniere principale in evidenza Webuild, con guadagni di circa l’1%, in scia all’annuncio che Cossi Costruzioni è risultato il migliore offerente per tre nuovi contratti commissionati da Autostrade per l’Italia (Aspi), per un valore complessivo di 210 milioni di euro, per i lavori di manutenzione straordinaria e riqualificazione della rete autostradale nell’ambito di ampie aree regionali, a Genova, Milano, nei tratti tra Bologna–Firenze e Fiano Romano.
E infine sull’Aim Italia corre ancora Ulisse BioMed, sbarcata a Piazza Affari venerdì scorso. Il titolo della società biotech triestina oggi avanza di oltre il 18% a 4,8 euro.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo