Listini europei in cerca di una direzione: i dati in evidenza oggi
Listini europei in cerca di una direzione in un contesto ancora cauto a livello globale. Nei primi minuti di scambi l’indice Ftse 100 segna un lieve rialzo dello 0,02%, mentre il Dax avanza dello 0,09% e il Cac40 di Parigi segna un progresso dello 0,13 per cento. Sui mercati l’ottimismo su una graduale ripresa economica dalla pandemia è mitigato dalle preoccupazioni per le varianti che si stanno diffondendo in alcune Paesi.
“Ieri le azioni europee hanno avuto un inizio di settimana poco brillante, con la debolezza dei prezzi delle materie prime compensata dalla forza dei titoli difensivi, con utilities e healthcare che hanno sovraperformato”, sottolinea Michael Hewson, Chief Market Analyst di CMC Markets UK, sottolineando che “gran parte della debolezza dei prezzi delle commodity di ieri, che ha visto il petrolio scendere ai minimi a un mese, è stata la preoccupazione per l’aumento dei casi di varianti Delta sia in Cina sia negli Stati Uniti, che agisce da freno sulla domanda”.
Intanto tra i market mover di giornata l’indice tedesco Zew per il mese di agosto. Sempre in uscita oggi per gli Usa l’NFIB relativo all’ottimismo delle piccole imprese. Tra gli interventi della giornata in calendario quello di Loretta Meste, presidente della Federal Reserve Bank di Cleveland con un discorso sui rischi d’inflazione.
Breaking news
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.
I mercati dell’oro e dell’argento registrano un significativo rialzo, con l’oro spot che guadagna il 2,3% e l’argento spot che sale del 3,4%. Questo aumento è dovuto al rinnovato appetito per il rischio, seguito dall’accordo tra Stati Uniti e Iran e dalla prospettiva di riapertura dello Stretto di Hormuz.
La Borsa di Tokyo ha registrato un aumento del 5%, segnando un massimo storico, in seguito all’accordo tra Stati Uniti e Iran che pone fine alla guerra in Medio Oriente. Il Nikkei ha chiuso a 69.317,50 punti, con un incremento del 4,99%. I settori dell’elettronica e delle costruzioni hanno mostrato significativi guadagni, con Murata Manufacturing, Kioxia Holdings e Taisei in evidenza.
Christine Lagarde, Presidente della Bce, ha evidenziato come l’aumento dei prezzi energetici stia influenzando l’economia con effetti di secondo livello sempre piĂą evidenti