Lavoro Usa scalda anche a Wall Street, a segno nuovi record per DJ e S&P
I dati sul lavoro Usa sostengono in avvio di scambi anche Wall Street, soprattutto il Dow Jones e l’S&P500 che mettono a segno nuovi record. In particolare, il Dow Jones si muove in rialzo dello 0,48%, mentre l’S&P500 e il Nasdaq segnano rispettivamente un aumento dello 0,2% e una flessione dello 0,23%. Sotto i riflettori degli investitori il rapporto mensile sull’occupazione che è stato migliore del previsto, con l’economia che tenta di riprendersi dalla pandemia e scrollarsi di dosso i timori per la ripresa legati al diffondersi della variante delta.
Come ogni primo venerdì del mese, alle 14:30 ora italiana, il dipartimento del lavoro Usa ha presentato i principali dati del mese di luglio. Nel dettaglio, le buste paga nei settori non agricoli, le cosiddette non-farm payrolls, sono aumentate di 943mila unità a luglio, in rialzo rispetto agli 938mila posti di lavoro di giugno (dato rivisto da +850 mila unità ) contro +870mila del consensus Bloomberg. E cala più del previsto il tasso di disoccupazione che si è attestato al 5,4% contro il 5,9% della passata rilevazione. Il consensus Bloomberg indicava un dato pari al 5,7 per cento. A completare il quadro le indicazioni in arrivo sui salari medi orari che su base mensile hanno mostrato un rialzo dello 0,4% in linea con la passata rilevazione.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo