Piazza Affari finisce luglio in affanno: debacle di Enel e Saipem dopo i conti, bene Leonardo
Finale di ottava sottotono per Piazza Affari in una giornata cadenzata dal newsflow legato ai conti trimestrali e al riaccendersi della miccia M&A tra le banche con l’avvio dei colloqui in esclusiva tra Unicredit e Tesoro per rilevare le attività commerciali di Banca MPS. Il Ftse Mib, reduce dal balzo dell’1% della vigilia, ha chiuso cedendo lo 0,6% a quota 25.363 punti. A pesare sul sentiment i deludenti riscontri arrivati da Amazon. Il colosso dell’e-commerce ha riportato nel secondo trimestre un fatturato peggiore delle attese per la prima volta in tre anni accompagnato da una guidance debole.
Dal fronte macro indicazioni molto positive per l’Europa con PIL dell’area euro balzato del 2% t/t nel secondo trimestre. Ancora meglio ha fatto l’Italia con +2,7%, a velocità dopia rispetto alle previsioni di consensus.
Sul parterre di Piazza Affari spicca oggi il +2,8% a 10,018 euro di Unicredit che ha avviato le trattative con il Tesoro per una potenziale operazione avente ad oggetto le attività commerciali di MPS, attraverso la definizione di un perimetro selezionato e di adeguate misure di mitigazione del rischio. IL ceo di Unicredit, Andrea Orcel, ha specificato che un accordo eventuale si baserà su requisiti come neutralità capitale, no NPL e contenziosi, crescita eps. Unicredit intanto nel secondo trimestre del 2021 ha riportato un utile netto di 1,034 miliardi euro, facendo molto meglio rispetto a 720 milioni attesi dal consensus. I ricavi sono diminuiti del 6,1 per cento trim/trim a €4,4 miliardi nel secondo trimestre (+5,5% su base annua).
Tra le altre big al test conti spicca la corsa di ENI con +1% dopo la trimestrale oltre le attese che ha visto il ritorno dell’utile netto adj ai livelli pre-Covid e il raddoppio del dividendo a 0,86 euro per azione (con acconto cedola del 50% a settembre). Annunciato anche un programma di buy-back da 400 milioni di euro.
Bene anche Leonardo (+1,13%) in scia ai conti semestrali che hanno battuto le stime, evidenziando un utile netto quasi triplicato rispetto allo stesso periodo del 2020 e ricavi in crescita del 7,9% a/a. Confermata la guidance per il 2021.
In affanno invece Enel (-2,93% a 7,78 euro) nonostante un ebitda adjusted semestre sia risultato superiore al consenso (8,36 mld vs 8,25 mld attesi). L’utile netto adj è stato pari a 2,3 mld, in linea con le attese. Confermato il dividendo per azione pari a 0,38 euro e la guidance annuale su ebitda e utili.
In fondo al Ftse Mib si segnala Saipem a -4,44% dopo i conti del primo semestre con ricavi sono scesi da 3,7 a 3,2 miliardi di euro, l’Ebitda (adjusted) è diventato negativo per 266 milioni da +355 milioni del corrispondente periodo del 2020. Saipem ha deciso di avviare un piano di semplificazione che porterà risparmi annui per circa 100 milioni di euro.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
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