Piazza Affari debole in avvio: balzo a +6% di Unicredit, tonfo di Saipem
Avvio fiacco per Piazza Affari nonostante il rally di Unicredit in scia all’avvio delle trattative con il Tesoro per rilevare il controllo di Mps. Il Ftse Mib, reduce dal balzo dell’1% della vigilia, cede lo 0,33% a quota 25.431 punti. A pesare sul sentiment il deludente riscontro arrivato da Amazon. Il colosso dell’ecommerce ha deluso con conti del secondo trimestre che hanno messo in evidenza un fatturato peggiore delle attese per la prima volta in tre anni e una guidance debole. Il titolo Amazon nell’after-hours è crollato fino oltre -7%.
Tra le big di Piazza Affari si segnala il +6% in avvio di Unicredit che ha avviato le trattative con il Tesoro per una potenziale operazione avente ad oggetto le attivitĂ commerciali di MPS, attraverso la definizione di un perimetro selezionato e di adeguate misure di mitigazione del rischio. IL ceo di Unicredit, Andrea Orcel, ha specificato che un accordo eventuale si baserĂ su requisiti come neutralitĂ capitale, no NPL e contenziosi, crescita eps.
Tra gli altri titoli corre anche ENI con +1,4% dopo la trimestrale oltre le attese che ha visto il ritorno dell’utile netto adj ai livelli pre-Covid e il raddoppio del dividendo a 0,86 euro per azione.
In fondo al Ftse Mib si segnala Saipem a -4,8% dopo i conti del primo semestre con ricavi sono scesi da 3,7 a 3,2 miliardi di euro, l’Ebitda (adjusted) è diventato negativo per 266 milioni da +355 milioni del corrispondente periodo del 2020. Saipem ha deciso di avviare un piano di semplificazione che porterà risparmi annui per circa 100 milioni di euro.
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Ieri la societĂ ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicitĂ ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.