Wall Street avvia la seduta su nuovi record, i motivi dell’euforia
Wall Street ha aperto in rialzo la seduta di venerdì 25 giugno, raggiungendo nuovi livelli record.
All’avvio di contrattazioni l’indice S&P 500 guadagna lo 0,17%, mentre il Dow avanza dello 0,39% e il listino tecnologico Nasdaq Composite è in rialzo dello 0,22%.
Nel frattempo l’inflazione Pce ha raggiunto il livello massimo da quasi trent’anni, benché il dato si sia rivelato più basso delle attese degli economisti (+0,5% su base mensile a maggio).
Secondo quanto sottolineano gli analisti di Mps Capital Services nelle ultime sedute Wall Street ha approfittato di un mix di fattori:
1) i dati macro in chiaroscuro hanno allontanato almeno per il momento i timori di una Fed troppo aggressiva;
2) E’ stata finalmente raggiunta un’intesa bipartisan su di un programma di investimenti in infrastrutture da 579 Mld$ cui si aggiungerà un piano sulle “Infrastrutture Umane” (assistenza domiciliare agli anziani etc.), sul quale, non essendoci un accordo, i Democratici andranno avanti da soli;
3) in scia al superamento degli stress test le banche USA avranno una maggiore flessibilità su dividendi e buyback a partire dal prossimo semestre.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play