Yellen: “Attivamente impegnati con altri Paesi” su minimum tax
“Siamo molto attivamente impegnati con altri paesi per porre fine a quella che è stata una corsa al ribasso globale sulla tassazione delle società… Temo che questa corsa al ribasso a livello globale per quanto riguarda le tasse a carico delle aziende stia privando le economie delle entrate di cui hanno realmente bisogno per investire in infrastrutture, istruzione, ricerca e sviluppo e altre cose per stimolare la crescita e anche avere un impatto sulla competitività aziendale”: così la segretaria al Tesoro Usa, Janet Yellen, che ha ribadito il progetto di una tassa sui profitti delle società minima concordata con i partner del G20 nella cornice del CEO Council Summit organizzato dal Wsj.
“Chiediamo alle aziende di pagare un po’ di più per contribuire a realizzare priorità fiscali che sono altrettanto importanti per renderle competitive e farlo in un contesto in cui vedremo un aumento anche dei dazi globali”.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo