Anima, a febbraio raccolta negativa per 226 mln
Nel mese di febbraio la raccolta netta di risparmio gestito (escluse le deleghe assicurative di Ramo I) del Gruppo Anima è stata negativa per circa 226 milioni di euro.
A fine febbraio le masse gestite complessive del Gruppo Anima si attestano a circa 193 miliardi di euro, in incremento di oltre 7 miliardi di euro rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
“Il mese di febbraio si conferma in linea con il mese precedente, caratterizzato da una domanda debole nel segmento retail e da prese di profitto dopo un periodo di ottimi ritorni della nostra gamma di prodotti; manteniamo comunque un outlook positivo in vista di un auspicato graduale allentamento delle incertezze che pesano sulla propensione dei clienti a nuovi investimenti causate dall’attuale fase pandemica”, ha commentato Alessandro Melzi d’Eril, amministratore delegato di ANIMA Holding.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.