Sell-off a Wall Street: Dow Jones -7%, Vix +50% da metà aprile
Chiusura in profondo rosso ieri per Wall Street con un mercato che si interroga sulla ripresa dell’economia e teme una seconda ondata di contagi da coronavirus. Nel finale, il Dow Jones accusa un ribasso del 6,90%; sulla stessa linea, l’S&P-500 è crollato del 5,89%, scendendo fino a 3.002 punti. Male anche il Nasdaq 100 (-5,01%).
Il Vix, il cosiddetto indice della paura sulla volatilità azionaria, è balzato di quasi il 50% ai massimi da metà aprile. La risalita della curva dei contagi in 21 Stati Usa, le previsioni fosche della Fed, dati macroeconomici negativi e un rally che non poggiava su basi solide ma piuttosto sulla liquidità immessa nel sistema dalle banche centrali: è questo il mix di fattori, secondo gli esperti, che ha alimentato il calo dei listini in questa settimana e che resta ovviamente sul tavolo anche oggi con sullo sfondo lo scontro tra Paesi dell’Est e del Sud Europa sul Recovery Fund europeo da 750 milioni.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.