Opec: offerta di petrolio destinata a calare nei prossimi 5 anni
L’offerta di greggio provenienti dai Paesi del cartello Opec sono destinate a diminuire costantemente nei prossimi cinque anni, ha dichiarato un report dell’organizzazione pubblicato oggi, che ha stimato una riduzione di 1,6 milioni di barili al giorno entro il 2025. A determinare il calo sarebbe in primo luogo l’incremento della concorrenza di produzioni esterne all’Opec, in primis quella proveniente dagli Usa.
Si tratta di un’analisi in grado di indirizzare le future decisioni del cartello che, in occasione del prossimo meeting fissato per il 5 dicembre, discuterà se mantenere l’attuale ritmo produttivo che prevede tagli pari a 1,2 milioni di barili al giorno. E’ possibile che per sostenere i prezzi il cartello decida ulteriori riduzioni dell’output.
“Il principale motore della crescita dell’offerta non Opec a medio termine rimane in modo schiacciante negli Stati Uniti”: entro il 2025 la produzione negli Stati Uniti aumenterà di oltre il 40% raggiungendo 17 milioni di barili al giorno, ossia 3,1 milioni al giorno in più rispetto a quanto previsto dall’Opec l’anno scorso.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play