Goldman Sachs scommette sulla Ferrari , titolo promosso a “buy” (upside del 15%)
Goldman Sachs promuove il titolo Ferrari. La banca d’affari Usa ha alzato la raccomandazione sul titolo a “buy” con obiettivo di prezzo a 163 euro. Un target, sottolineano gli esperti, che lascia spazio per una crescita del 14,9% rispetto agli attuali corsi di Borsa.
Gli analisti notano che la recente flessione delle quotazioni (-7% dal 16 luglio) ha creato le condizioni per un poter posizionarsi sul titolo a un livello attraente.
“Ci aspettiamo che Ferrari metta a segno una considerevole crescita degli utili nei prossimi tre anni – scrive Goldman – con ebitda in progresso del 13% medio annuo in seguito alla prevista espansione della gamma, che differenzia Ferrari rispetto ai tradizionali concorrenti”.
Oggi il titolo si muove in controtendenza a Piazza Affari: i titoli del Cavallino si mantengono sopra la parità (+0,28% a 144 euro) a fronte di un Ftse Mib in calo dell’1,21%.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo