Wall Street: prevalgono le vendite, S&P 500 torna sotto 3.000 punti
Chiusura in rosso ieri a Wall Street: per la prima volta dal 12 luglio scorso, l’S&P 500 ha chiuso al di sotto della soglia psicologica dei 3mila punti. Ad avere pesato sulle quotazioni sono stati rinnovati timori legati ai negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Il DJIA ha perso lo 0,42% a quota 27.219,85. L’S&P 500 ha ceduto lo 0,65% a quota 2.984,42. Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno lo 0,46% a 8.185,21 punti.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo