Wall Street in rally, vola petrolio
Chiusura in rialzo ieri a Wall Street con le speranze degli investitori in un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina e in una Federal Reserve disposta a tagliare i tassi.
Nel finale, il DJIA ha aggiunto 353,01 punti, l’1,35%, a quota 26.465,54. L’S&P 500 ha guadagnato 28,08 punti, lo 0,97%, a quota 2.917,75. Il Nasdaq Composite è salito di 108,86 punti, l’1,39%, a quota 7.953,88.
Fino ad ora i tre indici sono sulla strada giusta per mettere a segno il giugno migliore, rispettivamente, dal 1938, dal 1955 e dal 2000 con rialzi di quasi il 7%, del 6% circa e del 6,8%.
Il petrolio a luglio al Nymex è volato del 3,8% a 53,90 dollari al barile.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo