Wall Street chiude settimana debole su timori rallentamento economico
Chiusura in calo venerdì scorso a Wall Street a fronte di dati macroeconomici soft e di tensioni geopolitiche che hanno risollevato timori per la tenuta dell’economia e del commercio globale.
Il Dow Jones Industrial Average ha perso 17,16 punti, lo 0,1%, a quota 26.089,61. L’S&P 500 ha ceduto 4,66 punti, lo 0,2%, a quota 2.886,98. Il Nasdaq Composite ha lasciato sul terreno 40,47 punti, lo 0,5%, a quota 7.796,66.
In settimana il Dow ha guadagnato lo 0,4%, l’S&P 500 ha aggiunto lo 0,5% e il Nasdaq lo 0,7%. Il petrolio è salito dello 0,4% a 52,51 dollari al barile ma in settimana ha perso il 2,7%.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo