Wall Street, future negativi: tensioni commerciali destinate a pesare ancora
L’andamento dei future sui principali indici della Borsa Usa suggerisce che l’escalation della guerra dei dazi tra Cina e Stati Uniti è destinata a pesare ancora sul clima di mercato e sulle contrattazioni di Wall Street. I contratti sul Nasdaq registrato un calo dell’1,1%. I future sul Dow Jones cedono lo 0,4%, mentre quelli sull’indice allargato S&P 500 arretrano di mezzo punto percentuale.
Neil MacKinnon, global macro strategist presso la banca d’affari russa VTB Capital, dice al Guardian che la “recente escalation della disputa commerciale sin americana minaccia di peggiorare le prospettive per gli affari commerciali globali in un periodo di decrescita dei volumi di scambio e di pessimismo sulla ripresa dell’economia mondiale”. Questo secondo l’analista innervosisce i mercati azionari Usa e aumenta il rischio di una correzione accentuata per Wall Street.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo