Uber sbarca a Wall Street: ecco chi ci guadagnerà
Il grande giorno è arrivato e Uber debutta a Wall Street. L’azienda ha fissato un prezzo di collocazione di 45 dollari ad azione, più basso rispetto alla forchetta indicata precedentemente tra i 44 e i 50 dollari. In totale l’app di car-sharing raggiunge così la valutazione di 75 miliardi, al di sotto quindi dei 120 miliardi di cui si era parlato lo scorso anno ma numeri comunque importanti che fanno dell’Ipoi di Uber la più grande per un’azienda hi-tech Usa dal 2012,.
Ma i soci milionari di Uber diventeranno grazie allo sbarco in Borsa ancora più ricchi. Così Travis Kalanick, il co-fondatore di Uber espulso dall’incarico nel 2017 a seguito di accuse di molestie sessuali e discriminazione di genere, ma ancora il maggiore azionista individuale della società con una quota pari al 6,7%. Co l’Ipo sarà ancora il vincitore indiscusso arrivando a una partecipazione di 5,3 miliardi di dollari.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo