Iran minaccia di riprendere la produzione di uranio arricchito
Un anno dopo l’abbandono degli Stati Uniti, anche l’Iran si ritira dall’accordo internazionale sul nucleare del 2015. Il presidente Hassan Rohani ha lanciato un ultimatum ai restanti partner del Piano comprensivo di azione (Jcpoa): se entro sessanta giorni non accetteranno di soddisfare le sue richieste in ambito petrolifero e bancario in risposta alle sanzioni Usa, Teheran manterrà scorte di uranio arricchito nel paese e non le spedirà all’estero.
Teheran ha inviato lettere mercoledì a cinque membri del Piano comprensivo di Azione, notificando loro che l’Iran ha deciso di sospendere parzialmente i suoi impegni. Cinque lettere sono state inviate a nome mio ai capi dei Paesi che sono ancora membri dell’accordo nucleare iraniano. L’accordo sul programma nucleare iraniano era stato raggiunto ‘nell’interesse del mondo e della regione, ma i nemici dell’Iran hanno fatto pressioni affinché Teheran si ritirasse dal Piano comprensivo di Azione.
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La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo
Borgosesia ha deliberato l’emissione in via scindibile di un prestito obbligazionario senior, non subordinato, non garantito, non convertibile e della durata di 3 anni per un ammontare massimo fino a 35 milioni di euro, prevedendo la data di prima emissione entro e non oltre il 30 giugno 2026
L’economia britannica, dopo un inizio anno promettente, ha subito una contrazione ad aprile a causa dell’impatto del conflitto in Iran. Il PIL è diminuito dello 0,1%, con un calo nei servizi che ha compensato i guadagni in altri settori. Questa situazione complica il compito dei politici e aumenta la pressione sul Primo Ministro.