Bankitalia: invariati i prestiti alle famiglie mentre calano i tassi di interesse
Crescono a febbraio i prestiti al settore privato che, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono saliti dell’1,2 per cento su base annua (0,9 per cento in gennaio).
Lo rivela Bankitalia secondo cui i prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,6 per cento (come nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti dello 0,1 per cento (erano calati dello 0,7 per cento in gennaio).
I tassi di interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,27 per cento (2,31 per cento in gennaio); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,17 per cento. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono risultati pari all’1,51 per cento (1,47 nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro sono stati pari al 2,05 per cento, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,03 per cento.
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La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dalle tensioni geopolitiche tra Iran e Usa e dagli attacchi in Kuwait. L’indice Nikkei scende dell’1,36%, mentre il Topix cala dell’1,11%. Softbank registra un forte ribasso a causa delle recenti dinamiche di mercato.
Il CEO di TSMC, C.C. Wei, ha dichiarato che la domanda globale di chip alimentata dall’IA supererà l’offerta per anni. Nonostante l’espansione delle capacità produttive negli Stati Uniti, la domanda americana non sarà soddisfatta completamente. TSMC, leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati per l’IA, prevede una crescita delle vendite del 30% quest’anno, nonostante le sfide.
La Bank of Japan sta considerando un aumento del tasso di interesse di un quarto di punto percentuale questo mese, con un possibile ulteriore rialzo entro la fine dell’anno.
Le azioni di Broadcom sono scese del 10% nelle contrattazioni estese, dopo una previsione deludente sui ricavi dei chip per l’intelligenza artificiale