Borse asiatiche euforiche su sviluppi negoziati Usa-Cina
Chiusura in rialzo per la Borsa di Tokyo grazie all’annuncio di Donald Trump del posticipo della data di entrata in vigore dei dazi doganali sui prodotti cinesi importati negli Usa. A fine scambi, l’indice Nikkei ha guadagnato 102,72 punti a 21.528,23 (+0,48%) e l’indice Topix è aumentato dello 0,71% (+11,35 punti) a 1.620,87.
Euforiche le altre Borse asiatiche. L’indice Composite di Shanghai ha chiuso in aumento del 5,60% (il rialzo maggiore dal luglio 2015) mentre quello di Shenzhen è salito del 5,42%. Sugli altri listini dell’area, Hong Kong in chiusura sale di mezzo punto percentuale, Tokyo ha chiuso in aumento dello 0,48%, piatta Seul, in crescita dello 0,3% Sidney.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.