Wall Street chiude settimana in rialzo
Chiusura in rialzo venerdì scorso per Wall Street grazie all’intesa pattuita riporta le lancette esattamente laddove i negoziati si erano impantanati lo scorso 22 dicembre. Il presidente Donald Trump ha minacciato un altro shutdown e il ricorso all’emergenza nazionale se non otterrà i soldi per il muro controverso che vuole tra Usa e Messico.
Nel frattempo la Federal Reserve domani e dopodomani si riunirà: i tassi resteranno fermi al 2,25-2,5%, livello a cui furono portati lo scorso dicembre. Il Dow ha guadagnato 183,96 punti, lo 0,75%, a quota 24.737,20. L’S&P 500 è salito di 22,43 punti, lo 0,85%, a quota 2.664,76. Il Nasdaq Composite ha aggiunto 91,40 punti, l’1,29%, a quota 7.164,86. Nei primi due casi c’è stato un incremento settimanale dello 0,1% e nel terzo un calo dello 0,2%.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.