Vix, indice su paura dei mercati, verso maggiore crollo mensile da marzo 2016
L’indice Cboe Volatility, noto come Vix o “indice della paura”, sta navigando verso la sua riduzione mensile più pronunciata dal marzo 2016, secondo i dati FactSet.
Questo indicatore misura le opzioni degli operatori che si attendono volatilità nei successivi 30 giorni – e per questa ragione una sua drastica riduzione implica un maggior grado di fiducia a breve termine. Finora, nel mese di gennaio il calo complessivo è stato del 31,55% a 17,40 punti. La media storica del Vix è compresa fra 19 e 20 punti. Di solito, il Vix tende a scendere quando il mercato azionario guadagna quota, ed è esattamente quanto è successo a inizio anno: è stato il migliore avvio di gennaio che lo S&P 500 abbia mai sperimentato dal 1987 (curiosità: lo stesso anno del famoso crac del Black Monday).
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo