Ordini all’industria in rialzo ai massimi di un anno malgrado guerra commerciale
I mercati finanziari attraversano un periodo particolare, nel quale le notizie macro positive vengono interpretate negativamente per paura di un ciclo di rialzi dei tassi più sostenuto da parte della Fed. È stato il caso ieri, con il report occupazionale ADP sul settore privato migliore del previsto e l’indice ISM non manifatturiero salito ai massimi dal 1997, lo è anche oggi con i dati su sussidi di disoccupazione e ordini all’industria.
Gli ordini alle fabbriche hanno registrato l’incremento maggiore in quasi un anno di tempo. Gli ordini all’industria manifatturiera sono cresciuti del 2,3% in agosto, più del previsto. Il settore che ha ottenuto il risultato migliore è stato quello degli aerei. Per gli ordini in generale è il rialzo più consistente da settembre 2017, un altro segnale di robustezza dell’economia Usa nonostante la guerra commerciale a tutto campo in corso con la Cina.
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L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.
La Borsa di Tokyo ha registrato un calo, influenzata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle previsioni deludenti di Broadcom. Il settore tecnologico, in particolare i titoli dei chip, ha subito una forte pressione, trascinando l’indice Nikkei in ribasso. Gli investitori mostrano cautela riguardo alla stabilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dati economici misti sul Giappone aggiungono ulteriori incertezze sul mercato.