Forex, yuan torna sui minimi settimanali raggiunti dopo un mini flash crash
Mentre la maggior parte dei mercati finanziari chiusi in Cina in occasione delle festività della Settimana Dorata, lo yuan cala e torna a scambiare sui minimi settimanali raggiunti ieri dopo un mini flash crash (vedi grafico). Ora la valuta cinese sta testando un livello di supporto tecnico critico che equivale a quello appena sopra i minimi del ciclo toccati in agosto.

I commentatori di mercato consigliano di tenere d’occhio l’andamento dell’oro alla riapertura dei mercati finite le festività cinesi. Di solito le quotazioni del bene rifugio per eccellenza tendono a scendere quando in Cina le attività sono ferme, mentre risale non appena i mercati riaprono i battenti (vedi grafico su quanto accaduto l’anno scorso).

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.