Pil Usa confermato al +4,2% come previsto, Trump può esultare
Donald Trump può mandare un altro dei suoi tweet entusiasti: la crescita del Pil americano è stata del 4,2% nel secondo trimestre, come era stato precedentemente riportato e come dicevano le previsioni. È il risultato migliore degli ultimi quattro anni (vedi grafico) e la dimostrazione che la prima economia al mondo continua a tirare la ripresa globale, grazie anche alle misure di riduzione della pressione fiscale.
La crescita dell’attività è stata nel complesso del 3,2% nella prima metà dell’anno, mentre nel primo trimestre il Pil si è limitato a un’espansione del 2,2%. L’indice deflatore (dato definitivo) si è attestato a +3,3%, una percentuale che si confronta con la variazione positiva del 3,2% resa nota in antecedenza. Le spese al consumo, fondamentali per l’economia Usa, si sono incrementate del 3,8%, come era stato annunciato nell’ultima lettura.

Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.