Wall Street pronta ad aprire gli scambi sui massimi di tutti i tempi
Dopo il record di venerdì scorso, l’indice S&P 500 dovrebbe consolidare le posizioni e confermarsi sui livelli più alti di tutti i tempi. Un aiuto arriva dalla Fed, con Jerome Powell che ha invitato alla cautela nel processo di rialzo dei tassi di interesse. Il tentativo della banca centrale cinese di stabilizzare e rafforzare lo yuan sul dollaro Usa e l’allentarsi delle tensioni commerciali fanno il resto, alimentando l’appetito per il rischio.
Il paniere allargato S&P 500 dovrebbe aprire in rialzo di 7 punti, mentre il contratto future sul Nasdaq avanza di 33 punti e quello sul Dow Jones di 75. In Europa, nonostante i volumi molto sottili pari a un terzo della media a 30 giorni, gli indici di Borsa scambiano in progresso, fatta eccezione per Milano. Quasi tutti i settori dell’indice EuroStoxx 600 sono richiesti.

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.