Bhp Billiton, utili netti in calo del 37% ma la cedola è da record
Utile in forte calo per il gruppo minerario anglo-australiano Bhp Billiton che, nell’anno archiviato a giugno, ha registrato un profitto netto annuo in calo del 37% di 3,7 miliardi di dollari a causa di un costo di ammortamento correlato alla vendita di beni statunitensi e costi associati al disastro della diga della Samarco.
Il profitto sottostante, che esclude gli one-off, è salito del 33% a 8,9 miliardi, con l’aumento dei prezzi delle materie prime. Di conseguenza, il gruppo ha annunciato un saldo del dividendo di 63 centesimi, il più alto mai pagato che porta la cedola a 118 cent, in crescita del 42 per cento.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo