Lira turca prova a rialzare la testa dopo settimane di fuoco
La lira turca prova ad alzare la testa questa mattina dopo giornate di fuoco, in cui la valuta ha perso circa il 17% nei confronti del dollaro in sole due settimane. Se calcolata da inizio anno la perdita di valore rispetto al biglietto verde è del 25%.
Questa mattina, la moneta turca, che guadagna il 2% con il cambio dollaro/Lira che si attesta a 4,63, si conferma come la migliore tra le valute emergenti.
Il rialzo va inquadrato nella decisione della Banca Centrale della Turchia di completare il processo di semplificazione dei tassi di interesse. L’Istituto Centrale ha stabilito che il tasso repo ad una settimana – finora all’8% – sarà il tasso ufficiale e sarà uguale all’attuale tasso di rifinanziamento, pari al 16,5%. Inoltre i tassi overnight di finanziamento e prestito potranno essere di 1,5 punti percentuali più alti o più bassi del tasso ufficiale.
Le nuove disposizioni saranno effettive a partire dal primo giugno.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play