Usa: inflazione sale ma a un ritmo modesto, senza mettere fretta alla Fed
L’inflazione fatica a surriscaldarsi negli Stati Uniti e questa potrebbe essere una buona notizia per l’azionario in quanto farebbe sollevare il piede della Federal Reserve dall’acceleratore nel cammino che porta verso un ciclo di rialzo dei tassi aggressivo in Usa. I future sui principali indici della Borsa Usa hanno infatti consolidato i guadagni dopo la pubblicazione dei dati, con rialzi dell’ordine dello 0,15-0,25% in questo momento.
L’indice dei prezzi al consumo è salito dello 0,2% in aprile rispetto a marzo, lo 0,1% sotto le previsioni degli economisti interpellati da MarketWatch. Tenuto conto della fiammata vista nell’ultimo mese delle commodity come il petrolio, era naturale attendersi che l’indicatore CPI ‘core’, che esclude le componenti di cibo ed energia, registrasse un incremento modesto e così in effetti è stato: +0,1%, un valore pari alla metà di quanto si attendevano i mercati. Su base annuale la crescita è stata del 2,5%, il livello più alto in 14 mesi, ma l’inflazione di fondo è salita del 2,1% negli ultimi 12 mesi, meno delle previsioni.

Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.