Banca d’Inghilterra, previsioni colomba sull’inflazione affossano sterlina
La Banca d’Inghilterra, che con sette voti a favore e due contrari ha mantenuto invariate le strategie di politica monetaria incluso il livello dei tassi di interesse, ha emesso previsioni più morbide del previsto lato inflazione, dando la stura alle vendite di sterlina sul Forex.
Dopo gli ultimi dati economici deludenti nel Regno Unito, la banca centrale guidata da Mark Carney ha annunciato che manterrà i tassi guida invariati allo 0,5%. Solo due membri con diritto di voto, Saunders e McCafferty, hanno dissentito. La ragione per la quale la sterlina ha perso 100 punti base dopo il report della Bank of England è da ricercare nell’outlook riguardante i prezzi al consumo.
Il linguaggio accomodante è evidente nel passaggio seguente: “tenendo in considerazione i fattori esterni e interni, l’indice CPI dell’inflazione è visto scendere lievemente più rapidamente rispetto a febbraio e raggiungere l’obiettivo del 2% nel giro di due anni”.

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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play