La reazione dei mercati e degli analisti alla riunione della Bce
La reazione dei mercati è stata in linea con i contenuti della riunione della Bce, ossia priva di spunti. Gli strategist di MPS Capital Securities non individuano nessun movimento rilevante sul versante dei tassi e nemmeno sul fronte del mercato valutario. Dopo una iniziale impennata in scia alla conferma da parte di Draghi di una crescita solida, il cross euro dollaro ora punta verso il livello di 1,21. Prima del recente rafforzamento del dollaro viaggiava intorno all’area di 1,22 dollari. L’azionario intanto scambia in progresso di mezzo punto percentuale circa in Europa.
L’incertezza economica potrebbe in qualche modo ritardare le prossime mosse della Bce. Quando un giornalista ha fatto notare al presidente della banca centrale Mario Draghi che sarebbe il momento di parlare della prossima strategia di politica monetaria, Draghi ha fatto capire che la Bce prima vuole conoscere in maniera più approfondita i trend economici da inizio anno. Il mercato non ha reagito, ma i commenti di Draghi hanno ricordato agli analisti di BNY Mellon le parole pronunciate la settimana scorsa da Mark Carney, governatore della Banca d’Inghilterra. La fiducia dei mercati nella ripresa economica non è mal riposta, ma, secondo la banca “nulla può essere dato per scontato per quanto riguarda il tempismo del ritorno alla normalità delle politiche monetarie” dopo anni di QE e tassi bassi o sotto zero.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play