Wall Street in rosso, Facebook brucia $37 miliardi
Chiusura pesante ieri a a Wall Street su cui pesa il caso Facebook. Il Dow Jones ha perso l’1,34% a 24.611,87 punti, il Nasdaq ha ceduto l’1,84% a 7.344,24 punti mentre lo S&P 500 ha lasciato sul terreno l’1,42% a 2.712,95 punti. Alla chiusura delle contrattazioni, l’ euro è scambiato a 1,2342 dollari. Facebook ha bruciato quasi 37 miliardi di dollari di capitalizzazione: il social network ha vissuto la peggiore seduta dal settembre 2012 con un calo del 6,8% a 172,56 dollari; agli investitori non è’ piaciuto lo scandalo esploso nel fine settimana riguardante Cambridge Analytica, società di dati che ha ottenuto le informazioni personali di oltre 50 milioni di profili Facebook di elettori statunitensi senza il loro permesso.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo