Obbligazionario italiano a rischio in vista delle elezioni politiche
Le elezioni italiane rappresentano un evento potenzialmente rischioso per gli investitori, secondo Florian Ginez, Research Analyst di WisdomTree Europe. Difficile aspettarsi un esito positivo dal voto, visto il paese spaccato in tre e il 20% di indecisi. “I mercati sono rimasti silenti per ora, probabilmente nella speranza di una vittoria della coalizione di centro-destra guidata da Berlusconi”, dice Ginez. “Scenari avversi sembrano sfumare dato che il Movimento 5 Stelle, nonostante possa raccogliere il maggior numero di voti, ha poche possibilità di formare un governo in autonomia”.
“Tuttavia, un secondo possibile scenario potrebbe essere rappresentato dall’assenza di una netta maggioranza successiva alla votazione. Questo farebbe precipitare l’Italia nell’incertezza politica prima che possano emergere nuove coalizioni o si tengano nuove elezioni. Inoltre, gli ultimi sondaggi indicano che più di un terzo degli elettori è ancora indeciso. Per queste ragioni crediamo che i mercati finanziari, e soprattutto le obbligazioni italiane, potrebbero essere sottoposti a pressioni se il risultato dovesse favorire più del previsto alcuni partiti politici con inclinazioni populiste”.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.