Fed, Bullard: “Troppo veloci su tassi di interesse”
La Federal Reserve sta andando troppo lontano e con troppa velocità sui tassi di interesse, a meno che i dati non la supportino. Così James Bullard, membro della Federal Reserve, esprime le sue preoccupazioni e aggiunge: “Vorrei che il comitato (FOMC) non si occupasse più di quanti aumenti dei tassi ci saranno nell’anno”. Per spingere i tassi in alto, sottolinea Bullard, c’è bisogno dell’elemento sorpresa. Il mercato prevede uno scenario di fino a quattro rialzi dei tassi di interesse quest’anno in Usa.
Bullard ha anche dichiarato di non essere eccessivamente preoccupato per la recente volatilità del mercato azionario, e che questa non ha a che fare con un ripensamento degli investitori sulle prospettive di crescita negli Stati Uniti o nel mondo.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play