Draghi: “Ora l’area euro deve affrontare altre sfide sulla stabilità”
BRUXELLES (WSI) – “Non siamo ancora ad un punto in cui la ripresa dell’inflazione sia in grado di autosostenersi senza la nostra politica accomodante”. Così il presidente della Bce Mario Draghi intervenendo ad un convegno a Francoforte in ci ha affermato che nell’area euro “non abbiamo ancora assistito ad un aggiustamento sostenuto della dinamica di inflazione”.
“Dal punto di vista della politica monetaria il nostro compito non è finito”.
Tuttavia il numero uno della banca centrale europea ha spiegato che con la ripresa economica che prosegue “ora è il momento giusto perché l’area euro affronti altre sfide sulla stabilità”.
“Significa mettere attivamente le nostre case in ordine e costruire dei margini di manovra per il futuro, non aspettare che sia la crescita a ridurre gradualmente il debito. Significa attuare riforme strutturali che consentano alle nostre economie di convergere verso tassi di crescita più elevati sul lungo termine. E significa affrontare le lacune che persistono nell’architettura istituzionale della nostra unione monetaria“.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.