Unicredit: Bce accende i fari su cessioni Npl, titolo soffre a piazza Affari
Mattinata negativa per il titolo Unicredit, che intorno alle 11,25 lascia sul terreno lo 0,35% recuperando parte delle perdite registrate nelle prime battute della sedute. Sotto i riflettori del mercato, i rumors riportati da Bloomberg secondo i quali la Bce avrebbe chiesto alla banca maggiori delucidazioni sulle commissioni che pagherà per lo smaltimento del suo portafoglio di crediti deteriorati.
In particolare, sotto la lente di Francoforte ci sarebbe l’operazione dello scorso 17 luglio di vendita di 17,7 miliardi di Npl a Fortress e a Pimco. Il dubbio di Francoforte è che il prezzo del 13% sul valore nominale del portafoglio includa anche il valore delle commissioni che la banca italiana pagherà per la gestione degli Npl e che queste siano eccessive rispetto al servizio offerto.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play