Deutsche Börse, si dimette il Ceo indagato per insider trading
Il Ceo della Deutsche Börse, Carsten Kengeter ha annunciato le proprie dimissioni dopo che la magistratura tedesca ha rigettato un tentativo di accordo con i pm sulle indagini per insider trading legate alla fallita fusione con il London Stock Exchange: sia Kengeter sia Deutsche Börse hanno dichiarato come infondate le accuse. Lo rende noto la stessa Carsten Kengeter. All’uomo è contestato l’acquisto di 60 mila azioni del suo gruppo nel dicembre del 2015, due mesi prima dell’annuncio del progetto di fusione tra Deutsche Börse e il London Stock Exchange.
La società ha detto di accettare con “rammarico” le dimissioni del top manager, che abbandonerà il suo ufficio alla fine dell’anno.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo