Bankitalia: rumor smentiscono proroga mandato a Visco
ROMA (WSI) – A dispetto dei pronostici potrebbe non essere rinnovato il mandato a Ignazio Visco di governatore della Banca d’Italia. A soprpresa infatti il PD, primo partito di governo, ha presentato una mozione sulla nomina del successore di Visco, in cui chiede che venga individuata la figura più idonea a garantire nuova fiducia nell’istituto centrale.
Il mandato del numero uno di palazzo Koch ha una durata di sei anni, rinnovabile una sola volta, dopo la riforma della fine del 2005. Ora fonti di stampa dicono che la maggioranza sembra orientata a non rinnovare. Visto l’avvicinarsi dell’appuntamento con le elezioni politiche italiane(tra sei mesi circa), da parte sua il gruppo parlamentare di Sinistra Italiana ha chiesto che venga scelto il sostituto con la prossima legislatura.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play