Usa, i prezzi al consumo crescono ma meno delle previsioni
L’indice dei prezzi al consumo negli Usa a luglio è salito dello 0,1%, mentre gli analisti si attendevano un aumento dello 0,2%. A giugno il dato era rimasto invariato. Il dato “core”, cioè senza la componente dei beni alimentari e dell’energia, è cresciuto dello 0,1% anche qui meno dello 0,2% atteso dagli analisti. Lo dicono i dati del Dipartimento Usa del Lavoro. L‘inflazione resta quindi debole. Su base annuale, l’aumento dei prezzi al consumo è dell’1,7% sotto la soglia considerata ottimale dalla Fed del 2%.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo