Goldman Sachs, periodo transizione Brexit: sia comunicato il prima possibile
L’accordo sul periodo di transizione della Brexit “prima sarà raggiunto e meglio sarà”, lo ha detto il ceo di Goldman Sachs Europa, Richard Gnodde in un’intervista rilasciata alla Bbc. Per istituzioni finanziarie come la banca d’affari, l’incertezza ha un prezzo incorporato in “contingency plan” volto ad assicurare che allo scattare della Brexit l’istituto sia in un modo o nell’altro in grado di operare come sempre. Ciò viene assicurato aggiungendo staff in uffici come quelli di Parigi e Francoforte. “L’altro modo per descrivere il contingency plan è che stiamo comprando un’assicurazione, come se stessi spendendo denaro ogni giorno per essere certo che nel marzo 2019 sarò aperto per il business”, ha detto Gnodde, “se sapessi oggi che ci sarebbe un periodo di transizione significativo eviterei di spendere tale denaro perché saprei che ci sarebbe tempo per riadattare i miei affari”. Pertanto “se il governo mi dice nel febbraio 2019 che ci sarà un periodo di transizione, beh, ormai avro speso tutto quel denaro e l’informazione non sarà di molta utilità per me. A quel punto che ci si un periodo di transizione non aiuterebbe – prima sapremo se c’è” più sarà utile.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo