Banche centrali, le iniezioni di liquidità continuano: alert di BofA
Le banche centrali, da inizio anno, hanno acquistato 1500 miliardi di dollari di asset: è quanto emerge dai dati Bank of America, contenuti in una nota di Michael Harnett (Chief Investment Strategist). Complessivamente il bilancio si è allargato dai 14600 miliardi di dollari di fine aprile agli attuale 15100 miliardi. Il conto suggerisce che negli ultimi mesi l’iniezione di liquidità sia ammontata ai 300 miliardi mensili, al di sopra della soglia di 200 che Deutsche Bank aveva definito come quella di rischio.
Secondo Harnett, nonostante “i rialzi Fed della prossima settimana e il ‘restringimento retorico’ da parte di Bce e Boj, crediamo sia troppo tardi per prevenire l’Icarus”, ossia una correzione dei titoli azionari gonfiati dalla liquidità delle banche centrali.

Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play