Bce taglia stime inflazione e l’euro scivola a quota $1,12
Malgrado le indiscrezioni di ieri sulla variazione delle stime sull’inflazione da parte della Bce, i mercati finanziari dimostrano di essere rimasti sorpresi dalla revisione al ribasso dell’inflazione con l’euro in calo a 1,12 dollari. I prezzi al consumo nel 2018 sono stati rivisti al ribasso all’1,3% dall’1,8%. L’euro al momento vale $1,1220 (-0,32%). Non ci sono più rischi per quanto riguarda la deflazione, tuttavia e, come ha ricordato Draghi “se si tolgono le componenti di petrolio e cibo non è cambiato nulla”.
In conferenza stampa a Tallinn Mario Draghi ha precisato che “siamo più fiduciosi sul fatto che il passo dell’inflazione sarà quello desiderato, ma dobbiamo essere costanti e accompagnare la ripresa con le misure accomodanti di acquisto di Bond”. I tassi di interesse non saranno abbassati, mentre le misure di stimolo monetario potrebbero essere potenziate. Una normalizzazione della politica monetaria non è stata discussa durante la riunione, ha specificato Draghi, sebbene “due membri del comitato hanno osservato che dobbiamo tenere conto della convergenza tra inflazione e misure” di QE.

Breaking news
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.