Petrolio in difficoltà: poca fiducia in efficacia taglio produzione Opec
L’intesa per ridurre i livelli di barili prodotti e alzare i prezzi del petrolio riscuote poca fiducia sui mercati. I prezzi del petrolio cedono quota sui mercati energetici, messi sotto pressione dai timori che il taglio alla produzione deciso dai paesi principali esportatori di petrolio non sia sufficiente a ridurre l’offerta in eccesso in un mercato saturato da ormai tre anni. Le quotazioni hanno iniziato a scendere dopo l’annuncio ufficiale dell’intesa presa dall’Opec alla riunione del 25 maggio di Vienna.
Il calo dei prezzi ha spinto il contratto sul Brent a $51,84 al barile (-45 centesimi di dollaro). Ieri aveva guadagnato 14 centesimi. Il future sul Wti americano cede 25 centesimi di dollaro a quota $49,55. L’Opec e gli altri paesi produttori della materia prima hanno trovato un accordo per prolungare di altri nove mesi gli accordi sulla riduzione a circa 1,8 milioni al giorno dell’output di barili, ma i piani non hanno ancora avuto un impatto sulle attività commerciali reali in maniera significativa se è vero che l’offerta di petrolio rimane tuttora elevata e i prezzi restano contenuti.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.