Philly Fed ripiega nettamente. Goldman Sachs cambia idea su tassi Usa
Dopo essere balzato ai massimi dal 1984 in febbraio, l’indice manifatturiero della Fed di Philadelphia ha subito un calo netto negli ultimi due mesi. Su base mensile si può parlare della flessione più accentuata da gennaio di due anni fa.
Il livello di 22 punti registrato dall’indice manifatturiero Philly Fed ad aprile, su cui hanno gravato i forti cali di nuovi ordini e consegne, è il più basso da dicembre dell’anno scorso. A marzo l’indice valeva 38 punti. Non sorprende leggere allora che gli analisti di Goldman Sachs dicono di non essere un po’ meno sicuri di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a breve termine.

Breaking news
Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.