Verbali, Fed teme bolla degli asset di Borsa. Mercati accusano il colpo
La banca centrale americana teme il formarsi di una bolla dei prezzi degli asset di Borsa. Lo dicono i verbali della Federal Reserve (usciti alle 20 italiane) che fanno riferimento all’ultima riunione di politica monetaria di marzo. Il contenuto delle ‘minute’ della Fed ha affossato i mercati americani stasera, con Wall Street che fino a metà seduta andava invece alla grande: il Nasdaq aveva anche raggiunto un nuovo picco storico e il Dow Jones che a un certo punto guadagnava più di 150 punti.
La Fed si è detta di fatto preoccupata circa la formazione di una bolla degli asset finanziari. “Alcuni esponenti del board – si legge nei verbali – ritengono che i prezzi di Borsa siano relativamente alti rispetto alle misure di valutazione standard”. Tradotto: la Borsa è sopravvalutata rispetto alle condizioni effettive dell’economia. Se l’azionario dovesse subire una correzione sostanziale, le stime economiche della Fed rischiano di essere riviste al ribasso.Come sottolineato dal Re dei Bond Jeff Gundlach, il rapporto tra prezzi di Borsa e fatturato delle aziende quotate sull’S&P 500 è ai massimi dall’ultima recessione.
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Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.