Usa, indice fiducia dei consumatori in crescita grazie a calo sussidi
La fiducia dei consumatori americani sta salendo nel mese di marzo, in particolare grazie al calo delle domande di sussidi presentate da chi è rimasto senza un impiego: lo dicono le cifre preliminari del sondaggio dell’Università del Michigan, che hanno mostrato un incremento a 97,6 punti da 96,3 di febbraio. Ian Shepherdson, chief economist di Pantheon Macroeconomics, dice che “gli incrementi sono dovuti principalmente all’indice delle condizioni”, che a sua volta dipende dall’andamento delle richieste di sussidi di disoccupazione. “Siccome i sussidi hanno toccato nuovi minimi nei mesi caldi di gennaio e febbraio, il sentiment è salito”.
La componente delle attese dell’indice è leggermente calata a quota 86,7. Il picco raggiunto in seguito alle elezioni presidenziali Usa è stato toccato a gennaio (90,3 punti), pertanto la flessione da allora si può considerare moderata. Le aspettative di inflazione sono scese, a sorpresa se si pensa al balzo dell’inflazione generale. Le attese a un anno sono calate al 2,4% dal 2,7%. Il trend sarà comunque al rialzo, secondo Shepherdson, il quale per l’inflazione vede un assottigliamento del gap tra attese e dati reali nei prossimi mesi. Un buon andamento dei consumi è fondamentale per la prima economia al mondo.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.